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Bulletin · 04 settembre 2026

Bosco Colto 2026 — Pensare animale, costruire comunità

L'edizione 2026 del campus Bosco Colto: undici giorni nel Bosco di Santo Pietro, Caltagirone, tra workshop internazionali, il Train Kiln inaugurato nel bosco e la costruzione di Casa Bosco Colto come infrastruttura culturale permanente.

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Bosco Colto 2026 — Pensare animale, costruire comunità

TLDR. Bosco Colto 2026 — Pensare animale / Thinking with Animals — undici giorni nel Bosco di Santo Pietro, Caltagirone: otto workshop internazionali tra architettura, design, arte e ricerca, un forno a legna inaugurato nel bosco, strutture costruite sul campo con materiali del luogo. Promosso da Makramè APS con la direzione scientifica di Marco Navarra, Dario Felice, Antonio Scarponi e Beatrice Fontana. 30 luglio – 9 agosto 2026 · Boschi di Santo Pietro · Caltagirone, Sicilia

Bosco Colto — il progetto

Bosco Colto è un concetto che esprime lo stretto legame tra cultura e coltura che la complessità dei boschi rappresenta come esempio emblematico di convivenza e alleanza multispecie. Le due parole traducono in un’immagine il significato del progetto: il bosco contamina e mette in discussione l’astrazione della cultura, mentre il “colto” — cultura e coltura insieme — mette in discussione l’idea di natura come realtà separata.

Il progetto promuove una rigenerazione del territorio e delle città a partire da risorse dimenticate e vocazioni rimosse. Attiva processi di partecipazione civica moltiplicando relazioni e scambi per costruire comunità. Immagina la città come un bosco in cui culture e coltivazioni si intrecciano — e il bosco come una città in cui una comunità vive e si rappresenta.

Il campus si tiene ogni estate nei Boschi di Santo Pietro, a Caltagirone, in Sicilia. Promosso da Makramè APS — associazione culturale con base a Caltagirone, che lavora all’intersezione tra architettura, ecologia e pratiche partecipative — ogni edizione porta tutor internazionali, studenti di architettura, design e arte, e la comunità locale attorno a un tema centrale.

Il campus è un cantiere temporaneo: in undici giorni si costruisce fisicamente, con materiali del posto, tecniche tradizionali e ibridazioni tecnologiche.

BC26 — Pensare animale / Thinking with Animals

L’edizione 2026 — dal 30 luglio al 9 agosto, nei Boschi di Santo Pietro — era dedicata a Pensare animale.

Il tema ha un peso politico reale. Nell’era del Nuovo Regime Climatico, pensare con gli animali diventa un esercizio di decentramento: osservare la natura dall’interno, lasciarsi attraversare da essa, fino a riconoscersi parte di un corpo terrestre condiviso. È un gesto politico — significa sottrarsi alle gerarchie che separano l’umano dal mondo, disattivare le economie di dominio ed estrazione che hanno ridotto la Terra a risorsa e il vivente a oggetto.

La direzione scientifica — Marco Navarra (Unict, NOWA, Makramè APS), Dario Felice (Unipa, Analogique, Makramè APS), Antonio Scarponi e Beatrice Fontana (Institute for Spatial Thinking, Zurigo) — ha costruito un programma in cui ogni workshop declinava il tema in modo diverso: dall’architettura ai suoni, dalla ceramica alla fotografia, dall’ecologia alla ricerca storica.

L’identità visiva 2026 è stata curata dal collettivo Brickbat: cinque movimenti animali, rappresentati in 5-6 passaggi, tradotti in una firma grafica con un font custom progettato per “ragionare come un animale”. Una palette che evita i colori letterali — viola, grigio, azzurro chiaro — per restituire qualcosa di enigmatico e non ancora classificato.

Workshop nel campo: persone al lavoro con strutture di legno — BC26, Bosco di Santo Pietro, luglio–agosto 2026
© Giuliana Lo Presti · Bosco Colto 2026

I workshop

Otto workshop hanno lavorato in parallelo per undici giorni, costruendo strutture, installazioni e ricerche site-specific nei boschi e nel borgo di Santo Pietro.

Sicilian Satoyama (w/ Yoshiharu Tsukamoto, Atelier Bow-Wow — Wolf Prize in Architecture 2022) — un orto dentro un muro a secco, un gazebo (Zucca Gazebo) di otto colonne di castagno, un boschetto di gelso trasformato in luogo di sosta attraverso potatura e terrazzamenti. Addizione e sottrazione come ricomposizione del paesaggio.

Sound, Ceramics and Communities (w/ Domenico Mangano e Marieke van Rooy, a cura di Salvatore Lacagnina) — fischietti di ceramica prodotti con argilla, cenere di olivo, sabbie della Sicilia. Il momento in cui sentire una nota chiara porta gioia condivisa a tutti. Un lavoro che riguardava le persone e le loro storie, non solo l’argilla. Il progetto è vincitore dell’Italian Council XIV edizione del Ministero della Cultura.

Sound, Ceramics and Communities

Observatories (w/ Food Hack Lab, Paesi Baschi) — nove “testimoni” in sughero e PETG stampato in 3D, disseminati in nove siti forestali tra il Bosco di Santo Pietro e la Sughereta di Niscemi. I loro sensori ESP32 misurano temperatura, umidità e livelli sonori, trasmettendo piccoli pacchetti di dati via rete LoRa. Un ascolto discreto e condiviso del bosco — che lascia alla foresta la propria voce.

Lo Studio dell’Antico Ordine delle Querce di Santo Pietro (w/ Fabio Ciaravella) — il rapporto tra il Bosco e le comunità di Caltagirone, le tracce di un antico gruppo di potere che potrebbe averne fondato la cura. Il bosco e il paese come legati da un rapporto complementare che offre un modello per nuove forme di coesistenza interspecie.

Attention au Chien / Nancy School (w/ Nicolas Depoutot, tout terrain) — il cane come guida per esplorare le relazioni interspecie, rovesciando i ruoli consueti di chi guida e chi segue, di chi osserva ed è osservato.

More-Than-Human Audio Worlds (w/ Maja Avnat, Matters of Activity, Berlino) — paesaggi sonori registrati nel campus durante i giorni del corso, accessibili via QR code nel luogo esatto in cui sono stati catturati. Un invito ad ascoltare dove ci si trova.

Skin Climate Action / Darmstadt School (w/ Johanna Schmeisser) — un rudere trasformato in installazione climatica con calce, acqua, olio di lino, lino impregnato. La cura come atto progettuale: liberare, pulire, riparare — un sapere trasmesso attraverso il lavoro condiviso.

Processo (Off Program) (w/ Collettivo Stilles Örtchen) — nato mentre si attendeva, sulla soglia. Una biopausa relazionale.

Struttura in legno con copertura — BC26, esterno, Bosco di Santo Pietro, luglio–agosto 2026
© Giuliana Lo Presti · Bosco Colto 2026

Il Train Kiln — il Forno

Sabato 1 agosto, dietro l’ex chiesa del Borgo di Santo Pietro, è stato inaugurato il Train Kiln: un forno a legna per la cottura della ceramica, costruito nell’ambito del campus BC26. Il progetto è la naturale prosecuzione del percorso artistico avviato da Domenico Mangano e Marieke van Rooy nelle due edizioni precedenti.

È il secondo Train Kiln costruito in Italia, e la prima infrastruttura permanente di Casa Bosco Colto.

Il forno è stato progettato e costruito sotto la guida tecnica dei ceramisti Prof. Ted Neal (Ball State University, Indiana — tra i massimi esperti mondiali di Train Kiln) e Prof. Michał Puszczyński (Accademia di Belle Arti e Design di Breslavia, Polonia — membro dell’International Academy of Ceramics). La sua costruzione recupera un legame storico: per secoli il Bosco di Santo Pietro aveva alimentato i forni di Caltagirone, rendendo celebre la tradizione ceramica della città. Il Train Kiln riporta la cottura dentro il bosco.

Il forno può raggiungere temperature fino a 1.350 °C. I depositi naturali di cenere sulle superfici ceramiche creano texture e cromatismi caratteristici della cottura a legna — un processo chimico che trasforma in magia ciò che gli occhi vedono come semplice materia.

Interno con persone e colonna in legno — BC26, Bosco di Santo Pietro, luglio–agosto 2026
© Giuliana Lo Presti · Bosco Colto 2026

Casa Bosco Colto — il progetto a lungo termine

BC26 è una tappa di un percorso più lungo.

È in corso di definizione il Partenariato Speciale Pubblico-Privato (PSPP) con il Comune di Caltagirone per valorizzare gli edifici e le aree del bosco-borgo dove il campus si svolge. Due siti pubblici — l’ex Casa Forestale e le ex Scuole — diventano i poli complementari di Casa Bosco Colto: un centro culturale diffuso che si estende tra edifici, sentieri, boschi e borgo, dedicato a cultura, cura ed educazione, aperto alla comunità locale tutto l’anno.

L’obiettivo è trasformare l’esperienza episodica del campus in una piattaforma stabile di ricerca e attivazione comunitaria — generatrice di nuove traiettorie professionali nelle aree interne, radicata negli ecosistemi del Mediterraneo.

Credits BC26

Promosso da: Makramè APS Direzione scientifica: Marco Navarra (Unict, NOWA, Makramè APS), Dario Felice (Unipa, Analogique, Makramè APS), Antonio Scarponi e Beatrice Fontana (Institute for Spatial Thinking, Zurigo) Contemporary art consultancy: Salvatore Lacagnina Graphic design: Brickbat (Francesca Barizza, Corinne Carlin, Maria Giulia Leonardi, Alice Teodorani, Tobia Farinati) Executive design: Francesca Fossati, Massimiliano Mauro, Gloria Pulvirenti, Alessandra Gervasio Foto: Giuliana Lo Presti, Davide Piro, Marco Sciré Media partner: The Architecture Curator (Firenze), LetteraVentidue Edizioni (Siracusa), Pianeta.Studio


Pianeta.Studio è media e tech partner di Bosco Colto. Il contributo di Pianeta.Studio a BC26 →

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