Bulletin · 28 ottobre 2026
Stratosferica, Utopian Hours 2026: alcune idee crescono quando si incontrano
Pianeta.Studio a Torino per Utopian Hours 2026 di Stratosferica il 16 ottobre: Bosco Colto come punto di partenza per conversazioni su territorio e design.
TLDR. Il 16 ottobre Pianeta.Studio era a Utopian Hours 2026 — il festival sulla città di Stratosferica a Torino — con Bosco Colto come punto di partenza per le conversazioni. Siamo tornati con contatti che non avevamo programmato, e con una conferma: la curiosità reciproca non si esaurisce.
Stratosferica, Utopian Hours 2026: alcune idee crescono quando si incontrano
Quante volte ti sei seduto in platea sapendo già, dopo cinque minuti, che non porterai niente a casa? Non è una critica agli speaker: è un meccanismo che conosce chiunque vada agli eventi di settore. I contenuti interessano a chi è già interessato. Le domande le fa chi conosce già le risposte. Il rituale si ripete.
Utopian Hours è diverso per la stessa ragione per cui è diversa Stratosferica: si parte dalla città come problema aperto, non come branding. Chi viene lavora su cose concrete — spazio pubblico, comunità, territorio, produzione culturale — e porta domande, non solo risposte.
Siamo arrivati a Torino il 16 ottobre con Bosco Colto come punto di partenza. Non per presentarlo: per usarlo come entry point in conversazioni su cosa significa costruire qualcosa che dura. Campus in un bosco di querce a Caltagirone, promosso da Makramè APS, ogni estate, con architetti e artisti che costruiscono fisicamente — l’ultima edizione ha lasciato un forno a legna nella corte di Casa Bosco Colto. Il progetto è concreto, ha una storia misurabile, e apre domande reali sul territorio italiano.
Quello che non ci aspettavamo era quante persone lo conoscessero già — o quante lo conoscessero entro la prima conversazione, facendo subito le domande giuste: come funziona la selezione? chi viene? il Train Kiln è già accessibile al pubblico?
Ci ha colpito anche chi stavamo incontrando: @superterrestre, @incolto_studio, @theplacebureau, @museotam, @the_pop_theparadoxofpanda. Progetti che lavorano al margine tra spazio, comunità e produzione culturale, ognuno con un’angolatura propria. Nessuno stava vendendo qualcosa. Stavano raccontando un percorso.
Le conversazioni più interessanti non erano quelle che cercavamo. Sono emerse lateralmente — da un progetto citato di passaggio, da una domanda su dove siamo basati, da un confronto su come si finanzia un’edizione. La curiosità, quando è reciproca, genera connessioni che non esistevano prima.
Se vuoi capire cosa porta Bosco Colto a quel tipo di conversazione — e perché è un progetto di riferimento per come pensiamo al territorio — l’articolo che abbiamo pubblicato a settembre è il posto giusto per iniziare.
→ Bosco Colto 2026 — Pensare animale, costruire comunità
E se vuoi parlare di cosa stiamo costruendo insieme, Alba è qui.
Domande frequenti
Pianeta.Studio era a Stratosferica? Sì. Il 16 ottobre 2026 eravamo a Torino per Utopian Hours, il festival sulla città di Stratosferica.
Cosa avete presentato? Bosco Colto — un campus di ricerca e costruzione in un bosco di querce a Caltagirone. Lo abbiamo usato come punto di partenza in conversazioni su cosa significa costruire qualcosa che dura nel territorio italiano.
Cos’è Bosco Colto? Un campus nel bosco a Caltagirone, promosso da Makramè APS. Ogni estate architetti, artisti e ricercatori costruiscono opere fisiche insieme alla comunità. L’ultima edizione ha lasciato il Train Kiln — un forno a legna — nella corte di Casa Bosco Colto. Leggi l’articolo.